“Istituire un’amministrazione internazionale” nella Striscia di Gaza, “in cooperazione con i Paesi della regione e come parte della promozione dei processi di normalizzazione”. Lo ha chiesto Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano e leader del Partito di unità nazionale (coalizione sionista e conservatrice) incontrando e Washington la vicepresidente Usa Kamala Harris e il Consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. Gantz – riporta una nota del suo partito – ha anche sottolineato l’importanza di eliminare la minaccia rappresentata da Hamas e di trovare una soluzione per la distribuzione degli aiuti umanitari nell’enclave.

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Intanto i media internazionali riferiscono che i nuovi colloqui per il cessate il fuoco, in corso da due giorni al Cairo tra Hamas e i mediatori di Usa e Qatar, si sono interrotti senza alcun risultato: sabato i delegati di Israele non si sono presentati al tavolo, accusando il gruppo islamista di non aver fornito informazioni complete sugli ostaggi ancora in vita. Bassem Naim, alto funzionario di Hamas, ha fatto sapere di aver presentato una proposta ai mediatori e di attendere una risposta da Tel Aviv. A questo punto rimangono solo pochi giorni per fermare i combattimenti in tempo per il 10 marzo, giorno d’inizio del Ramadan, il mese sacro islamico del digiuno e della preghiera.