Dopo otto anni di guerra civile nel Donbass, due anni fa, il 24 febbraio 2022, è iniziata la guerra tra Russia e Ucraina. In questi due anni è cambiato il mondo e, tra le altre cose, è cambiata la comunicazione pubblica in occidente. Non che i media prima fossero un esempio di obiettività e di informazione pluralista, ma in questi anni di guerra la situazione è peggiorata in modo clamoroso e la manipolazione dell’opinione pubblica è diventata la norma.
Ovviamente non tutta la manipolazione dell’opinione pubblica passa attraverso bugie. Sovente basta il non detto, oppure illazioni che vengono ripetute così tanto da apparire vere. In altri casi ancora ci troviamo dinnanzi a bugie che producono un grande impatto e che poi vengono smentite debolmente, ma solo molto tempo dopo. In questo modo nella memoria delle persone rimane il falso, ma il potere può sempre vantarsi di saper correggere i propri errori. Qui di seguito alcuni esempi giusto per segnalare il problema.
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Informazioni pilotate
Due anni fa in occidente questa guerra è stata presentata come un fulmine a ciel sereno dovuto alle manie di grandezza del folle autocrate russo. Nelle settimane successive ci è stato raccontato che Putin voleva invadere tutta l’Europa e che quindi era necessario armare l’Ucraina per porla in condizioni di vincere la guerra, per difendere il loro paese e la nostra democrazia. In realtà, come è venuto chiarendosi nel corso del tempo, le origini di questa guerra sono molteplici e in larga parte attribuibili all’occidente, a partire dal continuo allargamento della Nato ad est degli ultimi due decenni. In secondo luogo non sono stati irrilevanti gli effetti della rivolta/colpo di stato di Piazza Maidan che nel 2014 ha deposto il Presidente legalmente eletto e ha spostato il governo ucraino decisamente nell’orbita occidentale, riaprendo la questione dell’adesione dell’Ucraina alla Nato.
