In una regione che in cinque anni (2019-2023) ha pagato 34 milioni di euro per ingaggiare personale sanitario “gettonista” - la terza in Italia per spesa sostenuta dopo Lombardia (56 milioni) e Abruzzo (51) - la speranza di trovare la soluzione al rebus è legata a un nuovo bando in fase di preparazione per il mese di marzo.

Il rebus: garantire la funzionalità degli ospedali, a tutti i livelli, senza dissanguarsi ricorrendo ai “gettonisti”, medici/ infermieri. E sapendo in anticipo che i dipendenti interni, da soli, non bastano per coprire i turni. La soluzione, forse: mettere le Asl in condizione di assumere liberi professionisti con partita Iva svincolati dalle cooperative e dalla società di servizi, risparmiando la quota ad esse destinata. Lo strumento: un bando ad hoc. Meglio: un nuovo bando dopo quello lanciato da Azienda Sanitari Zero lo scorso novembre, seguito da una trentina di candidature.

Praticamente un flop, che la dice lunga sulla difficoltà di trovare un equilibrio per far funzionare la macchina della Sanità senza demandarne il funzionamento ad una soluzione, quella dei gettonisti, non solo onerosa in termini economici ma più che discutibile anche sul fronte della qualità delle cure: nessun rapporto medico (esterno)-paziente, scarsa o nulla conoscenza del quadro clinico del paziente. Medici e infermieri per ogni occasione, insomma, mandati a coprire i turni una volta di quà e una di là in realtà che evidentemente, e non è colpa loro, non possono conoscere.