Quanto conta un buon orientamento durante la scuola media per mettere studentesse, studenti e famiglie in condizione di scegliere l'indirizzo di studio alle superiori nel modo più consapevole? Conta molto, anzi è fondamentale per uno dei primi passaggi decisivi per il futuro di un giovane, da non prendere alla leggera, limitando i rischi di una scelta sbagliata, sebbene rimediabile. Per quanto importante, a lungo l'orientamento alla scuola media in Italia è stato trascurato – rispetto a quello dalle superiori all'università o al lavoro - spesso limitandolo a un episodico consiglio orientativo, dato dai docenti in terza media, appena prima delle iscrizioni.
Orientamento al centro
Ora le cose stanno cambiando: la riforma prevista dal Pnrr, la normativa seguente e le linee guida del ministero dell'Istruzione e del Merito del dicembre 2022 hanno messo al centro il ruolo dell'orientamento, dando rilievo anche a quello nella secondaria di I grado. Soprattutto, chiarendo che si tratta di una funzione centrale del triennio di studi, a cui dedicare fin dal primo anno un percorso specifico di almeno 30 ore.
La presentazione
Come costruire tale percorso, come sostanziarlo di contenuti? A questo bisogno delle scuole cerca di dare una risposta la nuova piattaforma digitale FUtuRI (www.futuri.education), promossa e realizzata dalla Fondazione De Agostini e dalla Fondazione Agnelli, presentata oggi a Milano nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Fondazione De Agostini. Hanno partecipato per Fondazione De Agostini Chiara Boroli (presidente) e Marcella Drago (segretario generale), per Fondazione Agnelli Andrea Gavosto (direttore) e Giovanni Piumatti (ricercatore e responsabile della piattaforma FUtuRI).
