Stimoli agli investimenti per sostenere l’export e rimanere competitivi sui mercati internazionali. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, chiede più investimenti, soprattutto europei, perché indispensabili per l’economia italiana. «Senza investimenti europei da soli non ce la possiamo fare, ma purtroppo in Europa - ha detto Bonomi concludendo l’assemblea che ha insediato la nuova governance di Confindustria Lecce - è valsa più la politica della deroga agli aiuti di Stato che avvantaggia un Paese solo, la Germania».
Nodo deroga agli aiuti di Stato
Alla Germania è andato, nel 2023, il 49% delle risorse in deroga, seguito dal 23% della Francia. «All’Italia solo il 4,7% – ha detto Bonomi – perché noi abbiamo un debito pubblico che non ci consente di avere spazi fiscali. Ma non è quella la strada. L’Europa deve fare l’Europa». Come per la crisi pandemica, ma poi gli Stati membri sono tornati a parlare ognuno per conto suo, «ognuno è andato in una direzione diversa». E invece per affrontare la sfida lanciata alla Ue da Cina e Usa «serve un’ottica europea: se dobbiamo agganciare le transizioni ci vogliono investimenti europei».
Le richieste delle imprese
Dall’assemblea che ha eletto nuovo presidente Valentino Nicolì - imprenditore edile di seconda generazione, attivo nell’edilizia civile, industriale e soprattutto monumentale (aree archeologiche e restauro di chiese e palazzi storici), da 30 anni in Ance - sono venute due richieste su tutte. Il presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, ha chiesto che la decontribuzione Sud ottenuta per tutto il 2023 e prorogata sino a giugno 2024, grazie all’impegno del ministro Raffaele Fitto, diventi «strutturale e non episodica» e che la scelta di creare una Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, «che abbiamo chiesto noi», non significhi «accentramento romano e sia un passo avanti, non indietro».
