Itanti fiori lasciati ieri davanti ai monumenti alle vittime della repressione sovietica sono stati portati via nella notte.

Ma stamattina in Russia tanta gente era di nuovo in fila per rendere omaggio ad Alexey Navalny.

Il Cremlino ha reagito ancora una volta col pugno di ferro, tentando di soffocare il dissenso. Gli attivisti parlano di una vera e propria raffica di arresti, con centinaia di persone portate via dalla polizia: finora almeno 359 in 32 città diverse, fa sapere l'ong per la difesa dei diritti umani Ovd-Info. E non mancano le denunce di un uso ingiustificato della forza bruta da parte degli agenti.

A Mosca, uomini e donne di tutte le età hanno sfidato il freddo per accendere un cero o deporre un mazzo di fiori sulla Pietra Solovetsky, proprio davanti al famigerato palazzo della Lubyanka che una volta era il quartier generale del Kgb, e adesso ospita il comando del suo successore: l'Fsb. Sotto lo sguardo della polizia, che esortava coloro che avevano già deposto i fiori ad allontanarsi rapidamente, le persone attraversavano lentamente il viale innevato con in mano rose bianche o garofani rossi. Ma sulla roccia che proviene da uno dei primi campi di prigionia dell'atroce sistema dei Gulag, quello delle isole Solovetsky, qualcuno ha lasciato anche un palloncino rosso a forma di cuore, qualcun altro un ritratto dell'oppositore sulla cui morte in un remoto carcere sopra il circolo polare artico si staglia l'ombra della repressione politica del regime di Putin.