(di Nicolò Rubeis) Anche se è arrivata l'iscrizione di un solo studente, la classe del nuovo liceo del Made in Italy a Crema (Cremona) si farà.
Una decisione, quella del preside dell'Istituto 'Munari' Pierluigi Tadi, che fa discutere e che è già diventata un caso politico.
In totale in Italia sono stati approvati 92 licei a indirizzo Made in Italy, introdotto lo scorso anno dal governo con l'obiettivo di "promuovere le conoscenze e le abilità connesse all'eccellenza dei prodotti e della tradizione italiana" ma il nuovo indirizzo è partito un po' in sordina con appena 375 iscrizioni.
In Lombardia sono 12 le scuole che hanno dato la propria disponibilità ad avviare il liceo del Made in Italy, tra cui l'istituto 'Munari' che ha però registrato un solo iscritto. Ciò nonostante il dirigente scolastico ha deciso comunque di far partire la classe e in una lettera inviata alle famiglie ha fatto sapere che gli studenti che hanno scelto l'indirizzo economico sociale potranno volontariamente cambiare corso oppure in 24 saranno estratti a sorte e saranno 'costretti' così a seguire le lezioni del nuovo indirizzo.
Una scelta "molto grave" per la senatrice Pd Simona Malpezzi che annuncia un'interrogazione parlamentare: "Pensano davvero di poter imporre l'iscrizione al Liceo del Made in Italy? - commenta - una situazione inammissibile per cui chiederemo spiegazioni al ministro Giuseppe Valditara".