Sono 12 le scuole in Lombardia che hanno dato la disponibilità ad avviare il liceo Made in Italy e una è in provincia di Cremona, il Munari di Crema, che ha però registrato un solo iscritto.
Eppure, a dispetto dell'unica adesione ricevuta, il dirigente dell'istituto, Pierluigi Tadi, ha deciso di far partire comunque la classe.
Due le opzioni che il dirigente ha proposto in una lettera alle famiglie, secondo quanto si è appreso: o gli studenti che si sono iscritti all'indirizzo economico sociale scelgono volontariamente di cambiare il corso, oppure saranno estratti a sorte i 24 studenti necessari per far partire la classe del Made in Italy.
Una scelta intorno alla quale sta montando il malcontento di studenti e famiglie e che è già diventata un caso politico.
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