Èun lavoro certosino quello che stanno facendo i magistrati torinesi, impegnati nell'inchiesta della procura del capoluogo piemontese che indaga sulla presunta frode fiscale all'interno della famiglia Agnelli-Elkann.
Al materiale già raccolto durante le perquisizioni eseguite dalla guardia di finanza nelle sedi delle società fiduciarie della famiglia e della Dicembre, la cassaforte di famiglia, ma anche alla Villa Frescot, storica residenza immersa nella collina di Torino, bisogna aggiungere altre carte e file importanti per ricostruire l'intero quadro. Gli inquirenti infatti sono interessati ai documenti originali, riguardanti tutta la vicenda ereditaria della famiglia. A partite proprio "dall'assenza totale di documenti originali posti alla base della vicenda ereditaria, sin dalla successione", di Giovanni Agnelli. Senza tralasciare lo scambio di mail e altri documenti informatici che erano custoditi nei pc. Parte del materiale avrebbe già permesso alla guardia di finanza di individuare, secondo quanto riportato dal 'Fatto Quotidiano', cinquecento milioni di euro su conti esteri, legati a vecchi depositi di Gianni Agnelli e della vedova Marella. Di questi fondi avrebbe parlato la figlia dell'Avvocato, Margherita Agnelli, che 2022 aveva presentato un esposto, suggerendo violazioni fiscali.
