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Abolizione del reato di abuso d'ufficio e una stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni oltre a una serie di novità sulla custodia cautelare. Il Senato con 104 sì 56 no ha approvato in prima lettura il disegno di legge Nordio, contenente modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all'ordinamento giudiziario e al codice dell'ordinamento militare (si veda ItaliaOggi di ieri). Il provvedimento passa quindi alla Camera per la seconda lettura. I voti favorevoli sono arrivati dalla maggioranza, da Azione e da Italia viva. Contrari il Partito democratico, il Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

Abuso d'ufficio

E' l'articolo 1 del disegno di legge firmato dal Guardasigilli a contenere la modifica al codice penale più discussa del provvedimento: l'abolizione dell'abuso d'ufficio, reato commesso da chi abusa del proprio potere mentre ricopre un incarico pubblico e proprio per questo finito da anni nel mirino di sindaci e amministratori locali di tutti gli schieramenti colori politici. Particolarmente contestato dalle opposizioni anche l'articolo 2, quello che introduce una stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni, ammessa "solo nel caso in cui il contenuto delle stesse sia stato riprodotto dal giudice nella motivazione di un provvedimento e venga utilizzato nel corso del dibattimento", si legge sul portale Altalex. Pertanto per la polizia giudiziaria sarà vietato "riportare nei verbali d'intercettazione i dati relativi a soggetti diversi dalle parti, salvo che risultino rilevanti ai fini delle indagini", così come "per il giudice è vietato acquisire nello stralcio le registrazioni e i verbali di intercettazione che coinvolgano soggetti diversi dalle parti, salva la dimostrazione della loro rilevanza" e pure per il pubblico ministero "è vietato indicare nella richiesta di misura cautelare i dati personali di soggetti diversi dalle parti coinvolti in conversazioni intercettate, salvo che ciò sia indispensabile per la compiuta esposizione. Stesso divieto è previsto per il giudice nell'ordinanza di misura cautelare".