Vivace botta e risposta a Otto e mezzo (La7) tra il giornalista Sigfrido Ranucci e il direttore editoriale del Secolo d’Italia, Italo Bocchino, che commenta il precedente intervento del conduttore di Report: “Sigfrido Ranucci è la prova vivente che c’è una elevata libertà di stampa“.

L’ex parlamentare del Pdl viene subito interrotto dalla conduttrice Lilli Gruber che obietta: “Veramente è sotto scorta e ha oltre 170 denunce. Si può sempre girarla in un altro modo”.

Bocchino ribatte: “La stampa racconta che il servizio pubblico è stato occupato militarmente dalla destra e il fatto che Ranucci faccia le inchieste che fa dimostra che non è vero. Poi ha le querele: se sono liti temerarie, le può denunciare. Se si tratta di querele, uno quando si sente colpito ha diritto a difendere il proprio onore”.

Ranucci a La7: “Cartabia? Sono preoccupatissimo per la libertà di stampa”. Ed elenca le ultime querele ricevute dalla destra

Bocchino poi cita le inchieste di Report su La Russa e su Meloni: “In questa fase Ranucci ha rivolto la capacità ossessiva che mette nel lavoro anche su personaggi che lui ritiene essere obiettivi delle sue inchieste”.