Nel dettaglio i 24,7 miliardi di recupero complessivo - ha spiegato Ruffini - derivano per 11,6 miliardi da versamenti seguiti ai controlli, per 3,8 miliardi da cartelle di pagamento; per 4,2 miliardi sono frutto di attività di promozione della compliance, obiettivo incluso tra quelli del PNRR e, peraltro, ampiamente raggiunto.
"Quest'ultimo dato - ha sottolineato Ruffini - segna un balzo in avanti di 1 miliardo rispetto al dato 2022 (+31%) e anche questo è un dato significativo.
Queste attività, infatti, consentono di avvisare con una lettera il contribuente di un'eventuale anomalia riscontrata, in modo da offrire la possibilità di rimediare agli errori commessi, magari in buona fede, semmai anche a causa della difficoltà del sistema tributario".
Ruffini ha evidenziato l'importanza del lavoro di precisione sulle banche dati e dei criteri di rischio, unite alle tecnologie. "Già oggi, tecnologie come l'intelligenza artificiale rendono possibile l'utilizzo di metodologie e tecniche di analisi dei dati dalle straordinarie potenzialità", ha spiegato, evidenziando che "nel pieno rispetto della privacy, questo consentirà di migliorare la precisione delle analisi di rischio e di supportare l'adempimento spontaneo da parte dei cittadini".




