No more excuses. Basta scuse. Lo ripete spesso e se lo è tatuato sul braccio Massimo Bottura, chef in prima linea nella lotta allo spreco alimentare. Ed è un monito che dovrebbero tutti tenere a mente. Perché in questa epoca fatta di frigoriferi, congelatori e abbattitori casalinghi, date di scadenza sui prodotti, app che aiutano a organizzare la spesa e i pasti, la riduzione degli sprechi alimentari è davvero una questione di attenzione, sensibilità, volontà.
Eppure i dati sono sconfortanti e si continua a buttare tanto cibo, nonostante gli aumenti dei prezzi dovrebbero indurre caso mai a riutilizzare al massimo anche gli scarti degli ingredienti.
Secondo i dati del WWF, lo spreco alimentare nel nostro Paese vale 15 miliardi di euro l'anno, praticamente un punto di Pil, “senza considerare – sottolineano dall’associazione ambientalista – i costi ecologici”. Nelle case degli italiani finiscono nella spazzatura prodotti alimentari per circa sei miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 9 miliardi del cosiddetto spreco di filiera. Tutto questo è paradossale se si considera che in Italia nel frattempo è in aumento il numero di persone che faticano a nutrirsi regolarmente (con oltre il 9 per cento della popolazione in condizione di povertà).
