BUDAPEST — «Per quanto concerne la detenzione di persone sottoposte a procedimento penale, esiste il rischio di una disparità di trattamento tra coloro che risiedono e coloro che non risiedono nello Stato del processo: in uno spazio comune europeo di giustizia senza frontiere interne è necessario adottare misure idonee perché questo non accada».

È contenuta in queste poche righe in giuridichese stretto — l’articolo 5 della Decisione quadro 2009/829 del Consiglio europeo — il futuro e dunque la vita di Ilaria Salis, l’insegnante italiana antifascista arrestata