L’annuncio e il pentimento. Oppure, a seconda delle sensibilità, la realpolitik. Innanzitutto la notizia: Simico ha firmato l’accordo con l’impresa Pizzarotti che effettuerà i lavori per la nuova pista di bob, skeleton e slittino di Cortina, ovvero la struttura della discordia delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026. Un annuncio ufficiale ma a scoppio ritardato, visto che già ieri Pizzarotti aveva comunicato la data di inizio dei lavori, ovvero il 19 febbraio. “La scelta – si legge in una nota – mette un punto fermo e attesta l’estrema determinazione di questo Governo di concludere al meglio e in Italia tutte le opere in vista dei Giochi. Lo confermano con grande soddisfazione – è scritto nel comunicato – il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi“.
Questa “estrema determinazione” del governo, tuttavia, non sembra un concetto comune a tutti i ministri dell’esecutivo e, a dire il vero, neanche tra i pezzi da novanta della Lega. Perché se Salvini ha manifestato la sua “grande soddisfazione” per la firma sul contratto, molto diverso è il parere del ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti, che del Carroccio è uno degli esponenti più potenti. Il titolare dell’Economia si è detto quasi pentito di aver lavorato per ottenere le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Lo ha detto nel corso di un’assemblea alla Camera di Commercio di Sondrio. “Le Olimpiadi non arrivano ogni due anni, arrivano nel 2026 e poi non arriveranno più – ha spiegato – e incomincio a essere pentito di averlo fatto (promuovere l’evento, ndr), perché ne sento la responsabilità e sono passati dal 2018 al 2024 diversi anni”. Da qui la proposta di “mettere un bel tabellone elettronico all’ingresso in Valtellina che indica quanti giorni mancano per renderci conto del senso di urgenza necessario“.
