Più di mille mafiosi italiani vivono in Germania. La risposta del ministero degli Interni tedesco a un’interrogazione parlamentare ha puntato i riflettori sulla presenza dei clan nei Länder. Una notizia che ha aperto il dibattito parlamentare e giornalistico in Germania, nonostante il fenomeno delle infiltrazioni mafiose su suolo tedesco sia ormai considerato come un fatto assodato dagli investigatori. “Mille mafiosi in Germania? Mi dica: quale è la novità? Le rispondo io: non c’è”, commenta Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, che ha dedicato tutta la sua carriera alle indagini sulla ‘ndrangheta e alle sue ramificazioni in giro per il mondo. “Io – dice il magistrato al ilfattoquotidiano.it – frequento la Germania da trent’anni, come frequento il Belgio, l’Olanda, la Spagna. E da trent’anni spiego alle polizie e ai magistrati degli altri Paesi europei che hanno in casa la ‘ndrangheta, la camorra, Cosa nostra“.

Dottore, cosa hanno fatto gli altri Paesi in questi trent’anni?

Quasi nulla. In Europa si continua a parlare di mafie – ogni tanto e sempre più raramente – ma poi non si ha il coraggio di creare un sistema penale, processuale e detentivo proporzionato a quella che è la realtà.