“Pericolo di fuga“. Con questa motivazioni i giudici ungheresi hanno già respinto nel giugno scorso la richiesta, avanzata dai legali di Ilaria Salis, per il trasferimento della 39enne agli arresti domiciliari in Italia. Secondo quanto ricostruisce l’Ansa, adesso la richiesta potrebbe essere rivalutata solo a seguito di una preventiva applicazione dei domiciliari in Ungheria, su decisione dei giudici. Solo dopo questo passaggio, infatti, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di applicare la decisione quadro del Consiglio europeo per il reciproco riconoscimento delle decisioni sulle “misure alternative alla detenzione cautelare”.

Ilaria Salis, nuovo attacco della Lega: “A processo per l’assalto a un nostro gazebo nel 2017”. Il legale: “Falso, è stata assolta”

Intanto l’Ungheria si difende dalle accuse: “Da noi c’è un trattamento umano dei detenuti”. Lo scrive l’amministrazione penitenziaria ungherese in una relazione inviata martedì alla Corte d’Appello di Milano per rispondere a una serie di chiarimenti richiesti dai magistrati italiani. Le relazioni riguardano indirettamente Ilaria Salis. Al centro c’è il caso Gabriele Marchesi: si tratta del 23enne antagonista, coindagato di Ilaria Salis, anche lui accusato per l’aggressione nei confronti di alcuni esponenti dell’estrema destra durante una contromanifestazione a Budapest. Marchesi però non si trova in Ungheria ma è ai domiciliari in Italia. A differenza di Ilaria Salis (che si trova detenuta a Budapest da 11 mesi), il 23enne era stato arrestato a Milano e si trova ai domiciliari da fine novembre in quanto destinatario di un mandato di arresto europeo. Budapest ne chiede la consegna, ma i giudici italiani hanno più volte rinviato il procedimento in attesa che le autorità ungheresi, come richiesto ai primi di dicembre, fornissero chiarimenti su una decina di quesiti che riguardano le condizioni detentive, lo Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura nel Paese. Relazioni arrivate martedì. La prossima udienza davanti alla Corte milanese è fissata per il 13 febbraio.