La corsa dell’anticorruzione in Italia si è fermata. E il nostro Paese, in tema di lotta al malaffare, sta ben sotto gli standard europei. Lo conferma a ilfattoquotidiano.it Flora Cresswell, coordinatrice di Transparency International per l’Europa Occidentale e il Canada, che in questa veste ha seguito anche la “quotazione” dell’Italia nell’annuale classifica mondiale sulla “corruzione percepita“, presentata martedì 30 gennaio.

“L’indicatore più importante non è tanto la posizione in classifica, che può variare secondo quanto fanno altri Paesi, ma il punteggio ottenuto”, precisa Cresswell. L’Italia ha registrato sì una leggera retrocessione rispetto all’anno scorso, dalla 41esima alla 42esima posizione, ma quello che più conta è che è rimasta all’identico punteggio, pari a 56. Significa che nel primo anno di governo Meloni l’Italia non ha fatto alcun passo avanti in tema di trasparenza e lotta al malaffare. L’indice di corruzione percepita, infatti, non risente di particolari ritardi nella raccolta dei dati e “rappresenta una buona fotografia di quello che è successo nell’anno a cui si riferisce”, assicura la dirigente di Transparency International.

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