Si è straparlato di Piano Mattei. Per fortuna c’è anche chi ne ha parlato seriamente, ovviamente criticandolo in modo severo. Cito solo, per andare veloci ma proprio molto veloci, il giudizio del direttore del think tank italiano per il clima ECCO, la lettera per il summit Italia-Africa di 80 organizzazioni della società civile africana (che l’Africa, si presume, la conoscono bene), l’articolo pieno zeppo di numeri e dati a firma di Angelo Bonelli pubblicato su questo sito.
In sintesi, il punto è che si tratta semplicemente di un piano fuori dalla storia. Anzi, per essere più precisi, dalla parte sbagliata della storia. Come del resto è qualsiasi piano che oggi, a collasso climatico conclamato, non metta al centro la riduzione rapida e drastica dell’utilizzo di combustibili fossili. A maggior ragione progetti di espansione della produzione di combustibili fossili, che ormai dovrebbero essere vietati per legge – e in qualche luogo nel mondo lo si sta facendo, in effetti – e con ogni probabilità prima o poi lo saranno dappertutto (chi vivrà, vedrà), dato che tutte le agenzie internazionali competenti in materia dicono da un pezzo e all’unisono che la prima cosa da fare per contrastare la crisi climatica è mettere uno stop alla ricerca di nuovi giacimenti e all’espansione della produzione di combustibili fossili. Di tutti: carbone, petrolio e gas fossile.
