La Corte Costituzionale albanese ha dato il via libera al protocollo sui migranti siglato il 6 novembre a Palazzo Chigi dal premier Edi Rama e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Era una decisione in attesa il 6 marzo ma è arrivata ieri con largo anticipo. Secondo la Consulta albanese il protocollo è conforme alla Costituzione perché «non modifica i confini territoriali nè l'integrità territoriale della Repubblica d'Albania». Ma cosa prevede il protocollo? L'accordo pubblicato che l'Italia può costruire due centri per i migranti sul suolo albanese e per farlo può utilizzare il porto di Sheng jin e l'area di Gjader. Avrà una durata di 5 anni, rinnovabile per altri 5 e all'Italia costerà complessivamente, se non viene rinnovato, circa 775 milioni di euro più un fondo di garanzia da 65,6 milioni di euro. Nel frattempo il protocollo è stato approvato alla Camera il 24 gennaio con 155 voti favorevoli, 115 no e 2 astenuti. Hanno votato a favore le forze di maggioranza, si sono invece espresse contro tutte le opposizioni. E adesso è atteso il passaggio al Senato. Numerose le polemiche all'epoca dell'annuncio tanto che il primo stop imposto da una trentina di deputati albanesi aveva fatto esultare le opposizioni.
Migranti, dalla Consulta di Tirana ok al patto Italia-Albania
La Corte Costituzionale albanese ha dato il via libera al protocollo sui migranti siglato il 6 novembre a Palazzo Chigi dal premier Edi Rama e il pres...
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