La Procura ungherese ha chiesto 11 anni di carcere per Ilaria Salis, l’insegnante italiana detenuta per aver partecipato agli scontri con i neonazisti europei dell’11 febbraio 2023. Una richiesta altissima che impressiona tanto quanto le immagini dell’udienza al tribunale di Budapest, dove la 39enne è arrivata con mani e piedi legati da catene. Che la detenzione in Ungheria fosse sotto i limiti della dignità umana lo aveva scritto proprio lei in una lettera di 18 pagine, ma l’Ansa, presente in aula, ha verificato lo stato della donna che è entrata accennando un sorriso rivolto al pubblico, mentre una agente delle forze di sicurezza la trascinava per una catena. Salis indossava un maglione chiaro a strisce orizzontali e teneva in mano una borsa scura.
Il caso – Il processo contro la donna, per cui il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani aveva chiesto evidentemente invano un “trattamento dignitoso”, è aperto ed è stato aggiornato al 24 maggio. L’italiana accusata di aver aggredito due estremisti di destra nella capitale ungherese e si è dichiarata non colpevole. “Non ci sono prove” che Ilaria Salis, insegnante 39enne di Monza, abbia partecipato all’aggressione nei confronti di due neonazisti per cui si trova da undici mesi in carcere a Budapest, ha spiegato ne giorni scorsi il suo avvocato Gyorgy Magyar.






