Sarà la procura di Milano, la prima ad aprire un fascicolo d’inchiesta, a indagare sui casi di presunta truffa che coinvolgono l’influencer Chiara Ferragni. La Procura generale della Cassazione ha stabilito che sono gli inquirenti milanesi competenti ad indagare sul caso Ferragni-Balocco per la vicenda dei pandori griffati, dopo che era stato sollevato il conflitto di competenza territoriale tra la procura lombarda e quella di Cuneo. La Procura di Cuneo, infatti, aveva inoltrato una richiesta in via ufficiale di trasmissione degli atti al procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, ritenendosi competente e così attivando l’articolo 54 bis del codice di procedura penale che regola i “contrasti positivi tra uffici del pubblico ministero”. Dall’altro, però, anche la Procura milanese riteneva di essere territorialmente competente ad indagare.
I parametri – Tra i parametri per stabilire a chi spetta indagare ci sono il luogo dove si sono realizzati il presunto ingiusto profitto e il danno che, in questo caso, è polverizzato in tutta Italia, e come paletto residuale anche quale delle due Procure ha iscritto per prima gli indagati, ossia Chiara Ferragni e Alessandra Balocco. In provincia di Cuneo ha sede la Balocco, mentre a Milano le società dell’influencer.
