Sulla Rai le opposizioni si spaccano. Una frattura nata sulle modalità per arrivare a una riforma della governance Rai. Mentre il Pd di Elly Schlein spinge per una proposta unitaria delle opposizioni (che trova la disponibilità di Calenda, Fratoianni e Bonelli) sul modello sperimentato con il salario minimo, il Movimento 5 stelle si smarca: non parteciperà al sit-in organizzato per il 7 febbraio dalla segretaria dem e non è d’accordo alla proposta delle opposizioni. “Pensare di strutturare una proposta di riforma coinvolgendo esclusivamente le forze politiche di opposizione ci porterebbe ad un nuovo vicolo cieco. Sarebbe come fare i conti senza l’oste”, scrive in un lungo post sui social la pentastellata Barbara Floridia che è anche presidente della commissione di Vigilanza Rai. Floridia, di contro, propone un tavolo – degli Stati generali – dopo le europee con tutti i partiti. Maggioranza compresa. Partendo con un lavoro “istruttorio” con una serie di audizioni in commissione. “Il controllo asfissiante dei partiti sulla Rai si contrasta con serietà e nelle sedi più opportune”, aggiunge Floridia sottolineando che “la pressione politica e partitica sulla Rai non è un fenomeno che nasce con Giorgia Meloni, ma è radicato nei decenni e si è consolidato definitivamente con la legge Renzi approvata dal Pd nel 2015″.
Riforma Rai, il Pd spinge per una proposta unitaria delle opposizioni. Il M5s si smarca. Dem: "Sorprende questa presa di posizione" - Il Fatto Quotidiano
Sulla Rai le opposizioni si spaccano. Una frattura nata sulle modalità per arrivare a una riforma della governance Rai. Mentre il Pd di Elly Schlein spinge per una proposta unitaria delle opposizioni (che trova la disponibilità di Calenda, Fratoianni e Bonelli) sul modello sperimentato con il salario minimo, il Movimento 5 stelle si smarca: non …
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