Dopo alcuni rinvii, il tribunale di Hong Kong ha disposto l’ordine di liquidazione della cinese Evergrande, il colosso immobiliare in default dal 2021, che aveva presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti nell’agosto del 2023. L’udienza per l’istanza di liquidazione si è tenuta lunedì 29 gennaio alle 9,30 locali e ha avuto una brevissima durata: la giudice Linda Chan ha preso atto del nulla di fatto dei negoziati per il piano di ristrutturazione e dell’inconsistenza degli sforzi profusi da Evergrande per averne uno potenzialmente funzionante. Evergrande, con debiti che superano i 300 miliardi di dollari Usa, aveva già dovuto affrontare una richiesta di liquidazione da parte dei suoi creditori, e stava preparando un nuovo piano di riorganizzazione del debito. Secondo la giudice, però, dopo un anno e mezzo i progressi nella presentazione del piano sono inconsistenti e le attività della società insufficienti a coprirne i debiti.
L’istanza di liquidazione è effetto di un mancato accordo con i principali creditori dopo che la maratona negoziale del weekend si è conclusa con un nulla di fatto sulla ristrutturazione del debito offshore. “In base all’evidente mancanza di progressi da parte della società nel presentare una proposta di ristrutturazione realizzabile, ritengo opportuno che il tribunale emetta un ordine di liquidazione nei confronti della società e a tal proposito lo emetto”, ha detto Chan. La giudice, inoltre, terrà nel primo pomeriggio (14.30 locali) un’udienza su un possibile “ordine regolamentare“, il cui scopo è quello di consentire al tribunale di regolare il processo di liquidazione, includendo la potenziale nomina di un liquidatore, incaricato di gestire la ristrutturazione del debito con i creditori e prendere il controllo di beni, libri e registri.
