La vicenda degli autovelox abbattuti in varie zone del Nord Italia da “Fleximan” ha scatenato il dibattito. Nonostante il procuratore di Treviso, Marco Martani, aveva dichiarato nei giorni scorsi che il sostegno social per l’autore degli abbattimenti poteva configurare l’apologia di reato, c’è chi ancora solidarizza con Fleximan. Addirittura alcuni sindaci – come la prima cittadina di Villanona, Sarah Gaiani – mostrano cedimenti dichiarando che l’autovelox abbattuto nel loro territorio probabilmente non verrà reinstallato: “Dobbiamo tenere conto anche del dissenso delle persone, se c’è chi arriva a tanto non possiamo ignorarlo“, ha detto Gaiani al Corriere del Veneto. Come se – fanno presente in tanti – la sicurezza stradale possa essere barattata con il “dissenso delle persone”. Ma in molti puntano comunque il dito contro i Comuni accusati di fare cassa a discapito dei cittadini. Una vicenda, tanto discussa, che non poteva non essere cavalcata anche da Matteo Salvini, che il 21 gennaio sui social assicurava: “Stop alla giungla degli autovelox“. “Stiamo lavorando – aggiungeva il ministro alle Infrastrutture – per limitarne l’utilizzo ai casi in cui ci siano effettivi problemi di sicurezza, evitando che sia usato per tassare e tartassare i lavoratori“. Leader della Lega che sembra anche lui puntare il dito contro i Comuni che “tassano e tartassano”, forse dimenticando che gli autovelox fissi per essere installati nella strade extraurbane ordinarie e le strade urbane di scorrimento o ad alto scorrimento, hanno bisogno dell’autorizzazione della Prefettura locale. Cioè l’istituzione che rappresenta proprio il Governo sul territorio, quindi non sono i Comuni ad auto-autorizzarsi. Salvini, che è ministro delle Infrastrutture, dovrebbe tra l’altro sapere che in Italia non esiste quasi nessuna alternativa agli autovelox come deterrente per limitare la velocità. O meglio gli strumenti di rallentamento alternativi esistono, gli altri Stati li usano, ma il ministero non li autorizza.
"Sicurezza stradale, Italia in ritardo di decenni: autovelox e dossi per ridurre la velocità". Alternative? Esistono ma il ministero non le sblocca - Il Fatto Quotidiano
La vicenda degli autovelox abbattuti in varie zone del Nord Italia da “Fleximan” ha scatenato il dibattito. Nonostante il procuratore di Treviso, Marco Martani, aveva dichiarato nei giorni scorsi che il sostegno social per l’autore degli abbattimenti poteva configurare l’apologia di reato, c’è chi ancora solidarizza con Fleximan. Addirittura alcuni sindaci – come la prima …
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