L'ultima volta Ursula von der Leyen aveva accolto i leader africani al forum del Global Gateway con un'esortazione: "Andare avanti insieme".

Ora l'invito è pronto a risuonare a Roma, nella cornice del vertice Ue-Africa, suggellando la sintonia con l'azione del governo di Giorgia Meloni e il nuovo Piano Mattei. La strategia di investimento italiana "si adatta bene", nelle parole di Bruxelles, "alla visione congiunta" dei leader europei e africani. E soprattutto al maxi-piano Ue da 300 miliardi di euro lanciato nel 2021 da Palazzo Berlaymont per sferrare la controffensiva a Pechino e alla sua via della Seta. Una sponda per Roma anche sulla migrazione - con l'auspicio di scoraggiare le partenze -, accompagnata dal memorandum siglato a luglio con la Tunisia che a breve potrebbe essere replicato con una nuova intesa con l'Egitto.

Il cambio di paradigma in Africa sancito nel piano green e tech del Global Gateway è racchiuso nei numeri: gli investimenti per il Continente africano - buona parte a fondo perduto - valgono in tutto circa 150 miliardi di euro, la metà della risorse a disposizione. E si muove su due direttrici: stabilizzare il sud del mondo e contrastare l'influenza dei giganti Cina e Russia. Negli ultimi due anni, le intese su energia, digitale e trasporti si sono succedute una dopo l'altra, con un lungo elenco di progetti - autostrade, ponti, cavi elettrici, impianti eolici e solari, scuole, linee ferroviarie: in Senegal, Burundi, Congo, Kenya, Rwanda, Namibia, Angola, Benin, Costa d'Avorio, Zambia, Tanzania. L'obiettivo dichiarato è riconquistare l'influenza internazionale portando in Africa i "valori europei" e dando risposta a problemi geopolitici, dalla sicurezza energetica ed economica alle catene di approvvigionamento, dei partner emergenti.