A pagare lo stop dei finanziamenti all’agenzia Onu per Gaza (Unrwa) sono già ora gli abitanti della Striscia. Il direttore Philippe Lazzarini ha anticipato l’imminente stop alle operazioni per la distribuzione di aiuti da cui due milioni di persone a Gaza dipendono. “Nove Paesi (tra cui l’Italia, ndr) hanno sospeso provvisoriamente i loro finanziamenti all’Unrwa. Queste decisioni minacciano la nostra opera umanitaria nella regione, incluso e in modo particolare nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato. L’Unrwa gestisce rifugi per più di un milione di persone e fornisce cibo e cure mediche di base. “I palestinesi di Gaza non avevano bisogno di questa ulteriore punizione collettiva“, ha sottolineato. In scia alla decisione degli Stati Uniti, anche Gran Bretagna, Germania, Canada, Finlandia, Australia, Svizzera, Olanda e Italia hanno sospeso i finanziamenti all’agenzia dopo la diffusione della notizia, da parte di Israele, che 12 dipendenti dell’agenzia, subito licenziati, sarebbero stati coinvolti negli attacchi dello scorso 7 ottobre. Per l’Unrwa lavorano 13mila persone, dai 9 paesi che hanno sospeso i finanziamenti provengono il 56% dei soldi che riceve l’Agenzia.
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