Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha deciso di ritirare la sua candidatura alle elezioni europee e di completare il suo mandato, ha annunciato venerdì all'agenzia di stampa Belga. «Non voglio che le polemiche ci distraggano dall'essenziale e danneggino l'istituzione che presiedo, e quindi il progetto europeo», ha spiegato Michel, ammettendo di aver sottovalutato «la portata e la radicalità di alcune reazioni negative all'annuncio della sua candidatura». L'eventuale (sicura) elezione al parlamento europeo avrebbe comportato le dimissioni da presidente del Consiglio europeo e senza un accordo tra i 27 sulla sostituzione, che implica un accordo su tutte le nuove cariche istituzionali Ue entro pochi giorni dalla chiusura delle urne a giugno, avrebbe potuto risultare molto probabile il subentro automatico del premier ungherese Viktor Orban in quanto presidente di turno della Ue dal primo luglio (fino alla nomina del nuovo presidente del Consiglio europeo).
Il problema è che l'Ungheria è sempre ai ferri corti con la Ue sul rispetto dello stato di diritto e di qui la valanga di critiche alla scelta di Michel, esplicitamente accusato di anteporre le proprie aspirazioni personali a nuovi incarichi futuri alle esigenze di stabilità dell'Unione europea. «La mia scelta ha suscitato vivaci polemiche mediatiche. In parte l'avevo anticipata, dato l'aspetto inedito - audace, direbbe qualcuno - del mio approccio. Ma ho sottovalutato la portata e la radicalità di certe reazioni negative - non all'interno del Consiglio europeo ma al di fuori di esso - alla prospettiva di vedermi partecipare alla campagna europea», ha detto Michel a Belga. Di qui la decisione di «assicurare con totale determinazione la mia responsabilità fino alla sua fine»
