Una lunga giornata di trattative con la questura per il corteo previsto domani pomeriggio da piazzale Loreto per il cessate il fuoco a Gaza. Come richiesto dal ministro degli Interni Piantedosi, il questore Giuseppe Petronzi ha sollecitato le associazioni palestinesi a rinviare di un giorno la manifestazione. Una richiesta spiegata con ragioni di ordine pubblico, che la diaspora palestinese ha accettato con riserva.

Alle 18 l’Associazione Palestinesi della Lombardia ha formalmente annunciato il rinvio della manifestazione prevista per domani a Milano in coincidenza con la celebrazione della Giornata della Memoria dedicata al ricordo delle vittime della Shoah. “Nel rispetto dell’ordinanza stabilita dalle autorità italiane - come si legge nei comunicati – l’Api ha deciso di spostare a domenica 28 la manifestazione prevista per domani. Domani invece alle ore 15, orario nel quale era prevista la partenza del corteo, a piazzale Loreto si terrà una conferenza stampa per spiegare le ragioni del rinvio". Cambiata la data sulla locandina, non cambia lo slogan: “Fermate il genocidio”, quello in corso a Gaza, naturalmente.

A dichiarare il rinvio della manifestazione è ufficialmente l’associazione lombarda dei palestinesi, guidata da Khaled Tamimi. Il quale però esprime più di una perplessità: “Ci hanno obbligato a spostare da sabato a domenica, ma come facciamo a comunicarlo a tutti quelli che vengono da fuori Milano all’ultimo momento? Non potevano pensarci prima? Certo noi abbiamo dovuto accettare l’imposizione del ministro Piantedosi, ma lo facciamo con amarezza e alle 15 di domani faremo una conferenza stampa all’angolo in via Padova, così spieghiamo a chi viene che cosa è successo. Rimandare questa manifestazione è sbagliato: il 27 gennaio da anni è la Giornata della Memoria, ma noi da tre mesi ogni sabato manifestiamo, questo 17 esimo sabato che protestiamo con slogan molto chiari per il cessate il fuoco a Gaza. Certo, gridiamo anche ‘fermiamo anche il genocidio’, perché vengono ammazzate 100 persone al giorno, e ci sono 400 feriti, case demolite. Ma noi siamo i primi ad aver condannato la Shoah e sarebbe bello se gli ebrei venissero a manifestare con noi per chiedere la fine della guerra e dei massacri”.