La Giornata della Memoria arriva in un momento buio nella storia d’Israele e del popolo ebraico. Quasi quattro mesi fa 1.200 persone sono state massacrate dai miliziani di Hamas, circa 130 rimangono ostaggio del partito armato palestinese, mentre tra i civili di Gaza continua a crescere il numero delle vittime della rappresaglia israeliana. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni ha però voluta mandare un suo messaggio al governo di Tel Aviv, affinché questa giornata possa spingere verso una pace duratura, come invocato dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale: “Coloro che hanno sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra sanno che non si può negare a un altro popolo il diritto a uno Stato”.
Un passaggio pronunciato alla presenza, tra gli altri, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, del presidente del Senato, Ignazio La Russa, della Camera, Lorenzo Fontana, e dei rappresentanti della comunità ebraica e che è chiaramente indirizzato al governo di Israele che, nelle scorse settimane, non ha ceduto alle richieste degli alleati, Paesi europei e Stati Uniti in primis, per un cessate il fuoco che porti all’apertura di un tavolo di pace con l’ambizione di una soluzione a due Stati. Il passaggio è arrivato dopo una ferma condanna dell’azione del 7 ottobre, definita dal capo dello Stato una “raccapricciante replica degli orrori della Shoah”. Israele, ha sottolineato, rimane “un Paese a noi vicino e pienamente amico, oggi e in futuro, per condivisione di storia e di valori. Siamo e saremo sempre impegnati per la sua sicurezza”.






