di Mario Tosi
Nella discussione sull’abolizione del reato di abuso di ufficio, manca a mio avviso la semplice considerazione che una delle funzioni del diritto penale sia quella di evidenziare a tutti che certi comportamenti non sono tollerati al punto da essere puniti.
Abolire il reato di abuso di ufficio senza prevedere altre forme di punibilità dei comportamenti che lo contraddistinguono significherebbe, nel migliore dei casi, che chi esercita il potere di emanare le leggi non considera (più) gravi né sanzionabili tali comportamenti e, quantomeno, che non si è chiesto o non dimostra se questa sia la diffusa o prevalente convinzione nella popolazione rappresentata.
Ritengo che quanto sopra, benché possa sembrare banale, illustri bene, prima ancora delle interminabili polemiche e ipocrisie su garantismo e giustizialismo, le pre-condizioni nelle quali nascono o potrebbero nascere alcuni provvedimenti in materia di giustizia.
L’Anm contro Nordio: “Abolire l’abuso d’ufficio crea impunità, le intercettazioni strumento da salvaguardare”. Ma la corrente di destra si sfila
