Serve un titolo europeo privo di rischio per fare un vero salto di qualità nel grado di integrazione finanziaria europea, che oggi è fermo a 20 anni fa. È il messaggio del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento dal titolo “Oltre i confini della moneta: il ruolo strategico dell’euro nell’Europa del futuro” tenuto alla conferenza internazionale “Ten Years with the Euro” (Riga, Lettonia). «Come possiamo uscire da questo stallo?» si chiede Panetta. «Il primo riguarda la mancanza di un titolo sovrano privo di rischio emesso a livello europeo». E comunque In un momento di «tensioni geopolitiche», l’euro e l’unione economia e monetaria sono «una sorta di clausola di difesa collettiva: ogni attacco rivolto a un suo membro colpisce la moneta unica, un elemento essenziale della nostra sovranità condivisa, ed equivale a un attacco a tutta l’Unione».

«Serve per lo sviluppo delle principali attività finanziarie»

Per Panetta «la disponibilità di un titolo comune europeo privo di rischio è necessaria per lo sviluppo delle principali attività finanziarie. Essa faciliterebbe la determinazione del prezzo di prodotti finanziari rischiosi, quali le obbligazioni societarie e i derivati, stimolandone l’espansione; renderebbe disponibile una forma di collaterale utilizzabile in ogni paese e in tutti i segmenti di mercato, da impiegare come garanzia nelle attività delle controparti centrali e negli scambi interbancari di liquidità, anche su base transfrontaliera; agevolerebbe la diversificazione delle esposizioni degli intermediari sia bancari sia non bancari; costituirebbe la base delle riserve Le obbligazioni emesse nell’ambito del programma Next Generation EU sono un primo, positivo passo in questa direzione. Ma emissioni episodiche non bastano per determinare un punto di svolta: per facilitare lo sviluppo della UMC e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro abbiamo bisogno di un’offerta stabile e regolare di titoli europei privi di rischio».