Valutare lo spostamento ad altra data delle manifestazioni pro Palestina previste per il 27 gennaio, Giorno della memoria. Con una circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza si invitano infatti i questori a considerare di spostare ad un altro giorno le manifestazioni previste per sabato prossimo, in particolare a Roma e Milano, «così garantendo la libertà di manifestazione che, nel caso di specie, va contemperata con il valore attribuito alla Giornata della memoria». Perché quelle manifestazioni nel giorno in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto potrebbero ledere «il valore nazionale che la Repubblica Italiana ha attribuito allo spirito commemorativo in favore delle vittime delle leggi razziali», nonché «determinare, anche in relazione all’attuale contesto conflittuale internazionale, il sorgere di tensioni con il rischio di effetti negativi sulla tenuta dell’ordine pubblico e sociale».
Alta tensione
La tensione è alta. E aumenterà ancora se i movimenti vicini agli studenti palestinesi in Italia scenderanno comunque in piazza, come annunciato da giorni, dopo aver paragonato l’Olocausto a quanto sta accadendo a Gaza.
Potenziate le misure di vigilanza
Le Digos, come quelle di Milano e Roma — dove sono in programma i cortei principali dei giovani palestinesi, di collettivi studenteschi e centri sociali (5 mila persone annunciate nel primo, un migliaio nel secondo) — sono pronte a notificare le prescrizioni in caso di rifiuto da parte degli organizzatori a spostare la data delle loro iniziative. Misure che tuttavia potrebbero non bastare per impedire lo svolgimento dei cortei. Ecco perché i questori, secondo il Dipartimento di Ps, dovranno predisporre «idonee misure di prevenzione e sicurezza, prevedendo l’attuazione di dispositivi di ordine pubblico adeguati a fronteggiare eventuali azioni promosse in violazione dei provvedimenti adottati nonché il potenziamento delle misure di vigilanza».






