Guardarsi attorno in metropolitana e non vedere neanche un volto. O meglio: vederlo, sì, ma rivolto verso il basso, con il naso illuminato dalla luce di uno smartphone. Cosa c’è di più consono ai tempi? Del resto l’uso e l’abuso dei dispositivi elettronici è sotto gli occhi. E i social network, utilizzati da 4,76 miliardi di persone in tutto il mondo, secondo i dati raccolti da Blacklemon nel 2023, sono da molti considerati i principali responsabili di questo uso spasmodico. Così Eric Leroy Adams, il sindaco New York, ha deciso di dichiarare loro guerra, paragonandone i rischi e gli effetti a quelli di sigarette e pistole. Nel suo annuale discorso sullo State of the City, il sindaco Adams si è detto preoccupato soprattutto per la salute dei più piccoli: “Non possiamo permettere, stando fermi a guardare, che le ‘Big Tech‘ monetizzino sulla privacy dei nostri figli”.
Negli ultimi anni sono molti gli studi che hanno cercato di indagare le correlazioni tra l’uso compulsivo dei social media e l’insorgenza di problemi come l’ansia, la depressione e la bassa autostima, e sebbene non vi siano ancora evidenze sui nessi, il primo cittadino non ha dubbi sul fatto che l’uso sregolato di queste piattaforme abbia un serio impatto sulla salute psichica dei più piccoli: “Non possiamo permettere che venga messa a rischio la loro salute mentale”, ha affermato. “Così come è stato fatto con il tabacco e le pistole, tratteremo i social come un altro pericolo per la salute pubblica e ci assicureremo che le società tecnologiche si assumano la responsabilità dei loro prodotti”, ha aggiunto.
