«Una legge truffa». Sbotta Vincenzo De Luca che arriva con passo militare e faccia scura nel salone De Sanctis di Palazzo Santa Lucia per annunciare una “mobilitazione straordinaria” contro l’Autonomia differenziata. E il ricorso alla Corte Costituzionale quando sarà varata la riforma (ma non esclude di appoggiare qualsiasi strumento, per esempio anche il referendum). La mobilitazione deluchiana prevede quattro iniziative: una con agli amministratori («spero ci siano anche i colleghi di centrodestra di Calabria, Sicilia e Basilicata»), una con il mondo della cultura, un'altra con imprese e lavoratori e una quarta destinata al tema della burocrazia zero (altro mantra deluchiano). Alla fine si concluderà in piazza a Roma o a Napoli. Questi gli step contro quello che il presidente campano chiama «Controrisorgimento». Una secessione già in atto, questo dice.
De Luca lancia la (sua) mobilitazione: «Caro Calderoli, l’Autonomia è una legge truffa. Faremo ricorso alla Consulta e saremo in piazza a Roma o Napoli»
Il governatore della Campania risponde al ministro: «Quando il divario di posti letto e risorse verrà livellato allora ci saremo. Falso dire che il Sud è lo spreco e gli altri sono la virtù. Non si tocchino la scuola e la sanità»






