L’arrivo alla guida della Polonia dell’europeista Donald Tusk – ex presidente del Consiglio europeo – potrebbe permettere finalmente il varo di una una legge che prevede un ampio diritto all’aborto e di allentare le restrizioni alla pillola del giorno dopo. In Polonia – che ha una delle legislazioni più restrittive d’Europa – un anno fa era stata condannata un’attivista che aveva aiutato una donna vittima di violenza domestica a interrompere la gravidanza. “Siamo pronti a presentare nelle prossime ore” questo testo che autorizza “l’aborto legale e sicuro fino alla 12ma settimana di gravidanza”, ha dichiarato il premier dopo aver annunciato anche un disegno di legge che apre l’accesso alla “pillola del giorno dopo” a partire dall’età di 15 anni.
Non sarà facile per la coalizione filo-europea. Se infatti due dei tre gruppi politici della coalizione – la Sinistra e la Coalizione Civica guidata da Tusk – hanno nei loro programmi l’allentamento pressoché totale dei vincoli a interrompere la gravidanza, il terzo membro della coalizione, i cristiano democratici di Terza Via, si oppone all’idea di una liberalizzazione ampia del diritto all’aborto in un Paese con una forte tradizione cattolica. Attualmente l’interruzione di gravidanza è consentita solo nei casi di stupro, incesto e quando la salute o la vita della madre sono in pericolo.
