«Ho perso mio figlio di 15 anni a causa dell’alta velocità, sentire che “Fleximan” viene considerato un eroe mi fa provare un profondo dolore. E anche un po' di rabbia». Paolo Battistini è il responsabile delle sedi di Padova, Venezia e portavoce per Rovigo dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada (Aifvs), ma è anche una delle tante persone che hanno dovuto affrontare la perdita dei propri cari, vittime di incidenti che potevano essere probabilmente evitati col rispetto dei limiti di velocità. «Andrea ora avrebbe 35 anni. Quando è morto ne aveva 15 – racconta il padre -, era in auto con altri due familiari, stava andando a farsi il patentino per il motorino quando l’auto in cui viaggiava è stata centrata da un furgone che superava di quasi il doppio il limite imposto dei circa 50 chilometri orari. Mio figlio e gli altri due passeggeri, secondo i successivi rilievi tecnici, si sarebbero salvati se quel mezzo avesse rispettato la velocità imposta in quel tratto dal comune veneziano di Cona».
«Fleximan», il padre di Andrea, morto a 15 anni: «Rabbia per chi sega gli autovelox: mio figlio fu ucciso dalla velocità»
Paolo Battistini da 20 anni parla ai ragazzi delle scuole: «Ora che il vandalo viene chiamato eroe è più difficile». La presidente nazionale dei familiari delle vittime: oscurare immagini social che spingono a emulazione






