I cinque giorni che hanno cambiato la storia d’Italia cominciano con due contropiedi micidiali: prima Sinisa Mihajlovic si era fatto soffiare la palla a centrocampo e il numero dieci Fausto Pizzi aveva battuto il portiere Fabrizio Lorieri. Poi era toccato al tedesco Thomas Hassler farsi sorprendere, con Marco Branca che aveva segnato da fuori area il 2 a 0 per l’Udinese. A fine stagione la squadra friulana retrocederà in Serie B, ma in quel tardo pomeriggio del 23 gennaio 1994 si gode la prima vittoria della sua storia allo Stadio Olimpico, in casa della Roma. Per i tifosi giallorossi quella è una domenica nera: anche per Antonio Padellaro, il fondatore di questo giornale, che è tra i 44mila spettatori presenti sugli spalti. La Curva Sud e i settori vicini si cominciano a svuotare già prima della fine della partita: non sono neanche le 16 e 30 quando circa 20mila persone escono dall’Olimpico, defluendo verso viale dei Gladiatori. La strada è transennata per permettere il passaggio delle camionette dei Carabinieri e dei blindati della Polizia. Attorno è tutta una folla di maglie e bandiere giallorosse: famiglie, bambini, persone incazzate perché la loro squadra ha appena perso due a zero in casa. È in quell’istante che Salvatore Benigno impreca in siciliano.
Il fallito attentato all'Olimpico, la discesa in campo di Berlusconi, l'arresto dei Graviano: i cinque giorni che cambiarono la storia d'Italia - Il Fatto Quotidiano
I cinque giorni che hanno cambiato la storia d’Italia cominciano con due contropiedi micidiali: prima Sinisa Mihajlovic si era fatto soffiare la palla a centrocampo e il numero dieci Fausto Pizzi aveva battuto il portiere Fabrizio Lorieri. Poi era toccato al tedesco Thomas Hassler farsi sorprendere, con Marco Branca che aveva segnato da fuori area …
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