Poche settimane fa i carabinieri dei Nas in Campania hanno fatto dei controlli per verificare l’orario di apertura degli Studi dei medici di Medicina generale. Questo dopo i vari articoli comparsi su molti quotidiani in merito all’affollamento dei Pronto Soccorso per colpa dei medici di famiglia che non rispondono. Negli stessi giorni, coincidenti con il picco influenzale, il Codacons in Lombardia ha depositato un esposto contro gli stessi medici che hanno chiuso “per ferie”. Sempre negli stessi giorni il Ministro Schillaci sui media ha esortato i cittadini a non recarsi in P.S., ma dal proprio medico di famiglia.

Premesso che un singolo medico non può farsi carico dei propri assistiti 24h al giorno 7 giorni su 7 (non sarebbe un uomo/donna normale, ma un essere bionico), premesso che i medici di Medicina generale non godono di ferie, maternità o malattia come gli altri lavoratori, ma quando si assentano devono trovare un sostituto – quando lo trovano, considerata la difficoltà a reperire medici – per assicurare la continuità del servizio, c’è da dire che, quando gli studi medici sono chiusi negli orari previsti dal Contratto Nazionale, entrano in funzione gli altri servizi territoriali: la guardia medica, il 118, gli Ambulatori di Cure primarie aperti un po’ a macchia di leopardo in più regioni, anche per sopperire alla carenza dei medici di famiglia che al Nord e in zone disagiate del centro Sud sono diventata non merce rara, ma merce impossibile da reperire, vedi i medici cubani “importati” in Calabria e che, pare, stiano per sbarcare anche in Sardegna. Nulla per carità contro i medici di Cuba che saranno sicuramente molto preparati, ma c’è da dire che i titoli da loro acquisiti non corrispondono agli standard europei a cui l’Italia si è adeguata e la barriera linguistica, in un campo così delicato come quello medico, non è cosa da poco.