Gli adolescenti sono sensibili: alle critiche e ai complimenti, ma anche al talento e alla passione. Gigi Riva ne possedeva in abbondanza, e un ragazzino del 1970 lo capiva. Era un giocatore che anticipava i tempi. Il calcio muscoloso di oggi — «la fisicità», orribile neologismo — era il suo stile di ieri. Sinistro violento, colpo di testa, spallate, pochi dribbling. Gigi Riva — otto lettere — era un tipo essenziale.
Perché Gigi Riva non sarà dimenticato: storia di un amore fedele
Abbiamo tutti metabolizzato l’idea che i giocatori siano professionisti e vadano dove li pagano di più. Ma chi, nella scelta, si lascia guidare dal cuore, verrà ripagato. Secondo voi, fra cinquant’anni, Roberto Mancini verrà ricordato nello stesso modo?
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