Arriva l’esercito in strada e la gente applaude. Ma gli spacciatori restano lì. Così come l’emergenza e la fragilità sociale, che richiedono ben altre attenzioni e ben altre risposte.
Annunciato in pompa magna nei giorni scorsi, tanto che alcuni partiti politici se ne sono pure contesi la paternità, ieri è stato il giorno zero dell’operazione «Strade sicure» a Barriera. I Lince dell’esercito arrivano alle 7. E si posizionano in piazzetta Montanaro. Dove di norma si spaccia, e pure tanto. Tre militari restano lì: quel presidio è fisso. Altri tre, insieme a due poliziotti, girano per il mercato di piazza Foroni.
Davanti e dietro i banchi è un susseguirsi di commenti. «Era ora», interviene Claudia Dall’Osto. Casa sua è a Leini, ma da quarant’anni ha un banco di intimo a Barriera di Milano. «Qui, ogni giorno, è la stessa storia». Quale? «Rapine, risse. Sabato scorso un uomo con un coltello ha minacciato un mio collega».
Chi vende in piazza Foroni spera che la presenza dei militari del 1º Reggimento artiglieria da montagna di Fossano risollevi le sorti del mercato. «Gli spacciatori allontanano i clienti», dice Ahmed Mohamed. Vive e lavora nel quartiere e per vendere frutta e verdura arriva in piazza alle 5 del mattino. «Spero che la presenza di militari e forze dell’ordine serva da deterrente».






