L’incontro organizzato a Firenze è sul centenario della nascita di don Milani. Ma l’ex premier Romano Prodi lo trasforma in un intervento puntuale sui temi della politica di stretta attualità. A partire dalla questione del “fine vita”: “Sulle questioni della vita e della morte”, dice, “non ci può essere ordine di partito, ci sono certi temi in cui guai se il partito calpesta la coscienza profonda. Non ci si può vendere, ci sono dei temi su cui ci vuole il primato della coscienza, altrimenti non c`è umanità".
Prodi affronta anche la questione delle primarie, che a Firenze ha fatto molto discutere dentro alla coalizione di centrosinistra. “Le primarie sono uno strumento utile ma non sono il Vangelo", taglia corto. E poi, ancora, sulla candidatura dei leader di partito alle elezioni europee il suo giudizio è durissimo: “Sono erosioni della democrazia che rovinano la democrazia, questo vale per tutti. Mi candido per una cosa che non farò, lo faccio per propaganda. Legittimo. Ma la democrazia fa un passo indietro. La democrazia è in crisi ovunque per mille di questi passi indietro, e la paghiamo cara".
"In politica quando si dice una cosa bisognerebbe poi mantenerla. La politica è diventata un messaggio, che poi venga messo in atto o meno non ci bada più nessuno. Questo mi colpisce", dice Prodi. "I problemi della democrazia - avverte Prodi - sono due: il primo è che la moltiplicazione dei partiti obbliga alle coalizioni ovunque, coalizioni sempre più diverse, anche con partiti incompatibili tra loro. Il secondo è che opinion poll, analisi sociologiche, sociometriche fanno sì che siamo sempre in campagna elettorale. Ci sono più mesi spesi in campagna elettorale che fuori". In Italia, inoltre, sottolinea, "ci sono elezioni completamente sfasate e tutto ciò è incompatibile con la regola della democrazia: c'è una legislatura che dura cinque anni e nei primi due si fanno le cose più scomode. Adesso il tempo necessario per fare le cose scomode non ce n'è più. Questa è una decadenza della democrazia".
