Sarà lo stallo della guerra al quale non sembrano esserci soluzioni, sarà l’attenzione dirottata sul conflitto a Gaza, o magari il fatto che, nonostante i racconti giornalistici degli ultimi due anni, il Paese è sempre stato spaccato: fatto sta che, secondo gli ultimi sondaggi LaPolis-Università di Urbino, il sostegno degli italiani sugli aiuti militari all’Ucraina ha fatto registrare la percentuale più bassa dall’inizio della guerra. Appena il 42% delle persone sentite ritiene giusto continuare a fornire armamenti all’esercito di Volodymyr Zelensky, dopo miliardi di dollari spesi dagli alleati occidentali per sostenere la guerra iniziata da Vladimir Putin e il whatever it takes ribadito dalle istituzioni di Bruxelles.

L’Italia diventa quindi uno dei Paesi nel quale si sta concretizzando il principale timore del presidente ucraino: la stanchezza degli alleati e la voglia di arrivare a un accordo con Mosca per mettere fine a un conflitto che continua a minacciare la stessa Unione europea. Soddisfatto da questi numeri sarà invece il presidente russo che da settimane è tornato ad attaccare duramente l’omologo ucraino accusandolo di essere il principale oppositore a un accordo di pace: “Zelensky poteva ottenere la pace già all’inizio del conflitto, ma ha rifiutato qualsiasi trattativa“, ha ripetuto più volte il leader del Cremlino.