Il sistema di corporate governance in Italia è già allineato ai nuovi principi Ocse, adottati dal G20, che sono stati oggetto della conferenza Assonime-Ocse, tenutasi in Piazza Affari (si veda altro articolo su Plus). Se una buona governance è condizione necessaria, non è però da sola sufficiente ad assicurare la creazione di un mercato dei capitali «capace di sostenere la crescita e l’innovazione, di offrire un’adeguata remunerazione del risparmio e di stimolare la transizione verso un’economia sostenibile», ha sottolineato Patrizia Grieco, presidente dell’Associazione delle Spa, che si augura venga approvato a breve il Ddl Capitali, «un provvedimento che delinea una chiara tendenza a valorizzare l’autonomia statutaria delle società, al fine di facilitare l’accesso al mercato e arginare la fuga verso l’estero che sta da tempo coinvolgendo realtà importanti del sistema imprenditoriale italiano». L’auspicio è che questa impostazione venga «consolidata e valorizzata nell’esercizio della delega per realizzare una riforma organica della disciplina del Tuf», con Assonime che, come altre realtà del mercato, è pronta a portare il suo contributo a un tavolo con le autorità.

Le voci del mercato