«D’ora in poi si deve parlare di soluzione a due stati e non processo di pace, le parole sono importanti». Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Josep Borrell arrivando al consiglio affari esteri. «So che Israele non è d’accordo ma è inaccettabile, come ha detto il segretario generale dell’Onu. Quindi dobbiamo discutere. Qual è la loro soluzione? Cacciare la gente da Gaza? Ucciderli tutti? Israele sta suscitando odio per generazioni», ha precisato. «Hamas è uno degli ostacoli alla soluzione a due stati, ma non il solo. Dobbiamo lavorare con il mondo arabo e discutere fra noi gli approcci per ottenere passi avanti».
«Ci aspettiamo che l’Ue chieda un cessate il fuoco e lavori con noi per raggiungere un piano concreto per la soluzione a due stati, il momento è ora». Lo ha detto Ayman Hussein Abdullah Al Safadi, ministro degli Esteri giordano. «Israele con la sua politica sta condannando la regione ad anni di conflitto: il mondo è per la soluzione a due stati e Israele sta sfidando la comunità internazionale, è ora di prendere delle misure, la pace va imposta», ha aggiunto.
«L’Unione europea è unita nella determinazione a garantire la sicurezza nel Mar Rosso e a respingere gli attacchi indiscriminati degli Houthi». Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, arrivando al Consiglio Esteri. «Gli Houthi dello Yemen attaccano quasi quotidianamente navi del tutto estranee al Mar Rosso, colpendo così una delle arterie centrali della libera navigazione e quindi anche del commercio mondiale», ha spiegato, sottolineando l’importanza per l’Ue di “lanciare congiuntamente un’operazione per il Mar Rosso. Così facendo - ha detto - dimostriamo che l’Ue è in grado di agire e che è un partner affidabile per il diritto internazionale».
