Finisce pari e il presidente della commissione Affari sociali della Camera fa votare nuovamente. “Una forzatura”, “un colpo di mano”, “un chiaro segnale politico”, “quanto accaduto è di una gravità inaudita”. Le opposizioni sono infuriate. In Aula alla Camera, Pd, Azione e Movimento 5 Stelle, prendono la parola come in una maratona oratoria, dopo che in commissione Affari sociali, dove si discuteva sul mandato al relatore a riferire in Aula sull'istituzione di una commissione di inchiesta sull'emergenza Covid, il presidente ha fatto votare una seconda volta perché la prima votazione era finita in parità con undici favorevoli e undici contrari, che da regolamento vuol dire bocciatura.
Un esito che ha spiazzato il centrodestra e ha fatto esultare le opposizioni contrarie al provvedimento arrivato alla sua terza lettura. Dopo un acceso di battito di tre quarti d'ora, con diversi deputati che avevano già lasciato la commissione per andare in Aula a seguire il question time, la maggioranza ha deciso di procedere a una nuova votazione che è finita 12 a zero, sancendo il via libera al mandato alla relatrice Alice Buonguerrieri (Fdi), tra gli assenti alla votazione. Le opposizioni, infatti, si sono rifiutate di prendere parte a quella che Marco Furfaro, deputato Pd, ha definito “forzatura. Anche in Parlamento è venuta meno la compattezza della maggioranza: questo risultato è un chiaro segnale politico".






