Il primo passo è fatto: i simboli delle liste che puntano a essere presentate e ammesse alla corsa per le Regionali del 25 febbraio in Sardegna sono stati presentati, ma i giochi sono ancora aperti e per il centrodestra resta ancora, ufficialmente, il muro contro muro: l'uscente Christian Solinas da una parte e il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.

Mentre la Lega non scioglie il nodo Sardegna al Consiglio federale a Milano, nell'Isola proseguono gli appelli al Partito sardo d'Azione, che con la direzione aperta in seduta permanente si tiene lontano da microfoni e telecamere e attende una posizione ufficiale dei leader nazionali della coalizione tra domani e mercoledì. Intanto il partito dei Quattro mori presenta il suo simbolo storico senza alcuna indicazione del candidato, e tra vedere e non vedere, quello della neonata Lista Solinas presidente, con il suo nome.

Un modo per 'prendersi il sicuro' e prevedere tutti gli scenari. Il punto resta sulla ricandidatura degli uscenti, su cui punta il Psd'Az, a meno di una solida motivazione politica, ma anche la Lega. Che a livello nazionale nella partita delle amministrative di giugno ha in ballo molti sindaci che vorrebbero essere ricandidati, ancor più con l'eventuale terzo mandato per i Comuni fino a 15mila abitanti, e temono che si spezzi la 'regola degli uscenti' all'interno della coalizione. Il nuovo appello perché i sardisti scelgano la linea della ricomposizione è quello del Pli che si presenta in un patto federativo con la neonata lista Alleanza Sardegna e appoggia Paolo Truzzu: "Siamo certi che tutti i partiti, compreso il Psd'Az, sapranno trovare una sintesi su questa indicazione. Siamo sicuri che il buon senso e l'interesse per il bene dei sardi prevarrà su qualunque tipo di altro ragionamento".