La minaccia degli Houthi alla sicurezza nel Mar Rosso resta altissima e l'Italia, che nella presidenza del G7 darà al dossier una valenza prioritaria, a livello europeo sta lavorando con la Francia per una nuova missione con competenze più ampie e specifiche rispetto ad Atalanta, che opera nell'area principalmente con compiti anti-pirateria.

L'obiettivo resta quello di favorire una "de-escalation", ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma allo stesso tempo bisogna "continuare a proteggere le nostre navi".

Con mezzi ed un mandato adeguati. Dopo i raid anglo-americani in Yemen, che hanno avviato una nuova fase del contrasto alle milizie sciite alleate dell'Iran, neanche l'Ue vuole sottrarsi alla sfida di proteggere i traffici commerciali, e comincerà subito a discuterne.

Martedì a Bruxelles è prevista una riunione del Coreper, i rappresentanti diplomatici dei 27, poi il 22 gennaio il dossier passerà al Consiglio Affari Esteri. Il tema è stato posto all'ordine del giorno da Roma e Parigi, ha spiegato Tajani, aggiungendo che vista la contrarietà della Spagna ad un'ampliamento della competenze di Atalanta, "dovremmo avviare una nuova missione con un nuovo mandato", che potrebbe prevedere anche "regole di ingaggio diverse".