La richiesta viene presentata in autunno. Emanuele Pozzolo, deputato e membro della Commissione affari esteri della Camera invia alla Prefettura di Biella (dove s’è trasferito da poco) una serie di articoli e messaggi social in cui riceve insulti e minacce. Al centro c’è la «questione iraniana» e le campagne in sostegno alla resistenza contro il governo di Teheran. Il deputato segnala minacce web arrivate da esponenti vicini al governo iraniano e chiede che gli venga concesso il porto d’armi per «difesa personale». In quel momento ha già un permesso per detenere armi (una pistola e quattro carabine) ma solo per uso sportivo. È appassionato di «tiro di precisione», ma l’autorizzazione non gli permette di girare con le armi se non per lo stretto tragitto da casa al poligono. Sono più di 500 mila le autorizzazioni di questo tipo rilasciate in Italia. Ma è cosa ben diversa dal porto d’armi per difesa personale.
Il porto d’armi a Pozzolo per difesa personale dopo le «minacce dall’Iran»
In Italia è concessa a poco più di 12 mila persone.
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