Repubblica dedica uno spazio fisso alle morti sul lavoro. Una Spoon River che racconta le vite di ciascuna vittima, evitando che si trasformino in banali dati statistici. Vite invisibili e dimenticate. Nel nostro Paese una media di tre lavoratori al giorno non fa ritorno a casa e "Morire di lavoro" vuole essere un memento ininterrotto rivolto a istituzioni e politica fino a quando avrà termine questo "crimine di pace".

Suo fratello Franco, qualche anno fa, aveva anche vestito i panni di ‘Su Componidori’, la figura centrale della Sartiglia di Oristano. Roberto aveva nel sangue la giostra equestre di origine castigliana, che si svolge ogni anno nell’ultima domenica e martedì di carnevale, e ora a guardare le maschere bianche indossate da cavalieri, tamburini e trombettieri, sembra di leggere l’angoscia per la sua morte. Roberto Carboni, 50 anni, è precipitato dal tetto del capannone di un’azienda agricola di Simaxis, una manciata di chilometri da Oristano: un’altra vita da operaio spezzata senza un perché. Roberto lascia la moglie e due figli. “Rabbia e sgomento – urlano i sindacati -ancora una volta gli operai edili sono costretti a lavorare in condizioni di estrema precarietà, una situazione che non si può più tollerare”. Le parole di sempre, perse nel vento.